Ipertiroidismo nel gatto: una cura definitiva grazie allo Iodio 131

Negli animali, come nell’uomo, gli ormoni prodotti dalla tiroide influenzano il funzionamento di numerosi organi e tessuti. Un’alterazione della loro produzione può avere effetti sistemici: uno di questi quadri è l’ipertiroidismo. L’ipertiroidismo gatto è una condizione caratterizzata da un’eccessiva secrezione di ormoni tiroidei ed è un disturbo endocrino frequente nei gatti adulti e anziani. Nella grande maggioranza dei casi è sostenuto da una lesione benigna della ghiandola; più raramente da una forma maligna.

I segnali da osservare

  • Dimagrimento nonostante l’appetito conservato o aumentato.
  • Aumento della sete e della frequenza delle urinazioni.
  • Cambiamenti del comportamento, irrequietezza, vocalizzazioni notturne.
  • Alterazioni del ritmo respiratorio e aumento della frequenza cardiaca.
  • Vomito e diarrea.

Si tratta di segnali aspecifici, comuni ad altre patologie dell’età avanzata come l’insufficienza renale cronica o il diabete. Per questo la diagnosi non può basarsi sull’osservazione domestica: richiede una visita veterinaria ed esami di laboratorio, in genere il dosaggio degli ormoni tiroidei insieme a un profilo ematobiochimico completo.

Le opzioni terapeutiche

In presenza di questi sintomi è bene rivolgersi al proprio veterinario di fiducia, che valuterà il quadro complessivo dell’animale. Le opzioni oggi disponibili comprendono la terapia farmacologica con antitiroidei come metimazolo e carbimazolo, che controlla la produzione ormonale e richiede somministrazione continuativa e controlli periodici; la dieta specifica a ridotto contenuto di iodio; la chirurgia; e la terapia radiometabolica con Iodio 131.

Quest’ultima consiste nella somministrazione di iodio radioattivo, che si concentra nel tessuto tiroideo iperfunzionante. Comporta un ricovero in ambiente autorizzato per la durata prevista dalla normativa sulla radioprotezione, poiché l’animale resta temporaneamente radioattivo. La Clinica Veterinaria Spinnato è tra le strutture che offrono questo tipo di trattamento.

Nessuna delle opzioni disponibili può essere presentata come risolutiva a priori: indicazione, controindicazioni, possibili effetti collaterali e necessità di controlli successivi vanno valutati caso per caso dal veterinario, tenendo conto dell’età dell’animale, della funzionalità renale e delle eventuali patologie concomitanti. È il veterinario curante, insieme al centro di riferimento, a indicare il percorso più appropriato per il singolo gatto.